Breccia, la nuova gravel

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Mi faccio una nuova gravel.
L’idea nasce alcuni mesi fa. Ho già una gravel nel mio “parco bici”, una Cannondale Slate. Dal 2014, aggiungo una bici all’anno. L’idea per la bici del 2018 nasce ancora nel 2017 ed è rivolta ad un telaio in acciaio.

Voglio una nuova gravel in acciaio, di quelle comode e robuste, a metà fra la bici da viaggio e la gravel. Esattamente l’opposto di quello che è la mia Slate. Questa sarà la mia nuova bici per il 2018.

Sebbene il mio mestiere mi agevoli per quanto concerne i costi dei componenti, il budget per il 2018 è abbastanza basso. Non posso permettermi di spendere troppi soldi, quindi mi tolgo subito dalla testa montaggi stellari iniziando a valutare componenti di ottimo compromesso fra qualità, efficienza e prezzo.

Mi tolgo dalla testa anche il bel telaio artigianale su misura e inizio a guardare i vari produttori industriali cosa offrono. Mentre sui componenti trovo delle ottime alternative economiche al montaggio top, il telaio non lo trovo.

Quelli belli costano tanto e quelli che costano poco, di bello non hanno nulla se non un brand forte, pubblicizzato e altisonante.
Inizio quindi a studiare le opere degli artigiani italiani cercando qualcuno che sia in grado di produrre non solo le opere d’arte ma anche qualcosa di più semplice.

Ce ne sono tanti molto bravi ma ciò che vedo è tutto troppo bello, opere d’arte appunto, a cui il mio budget non può accedere.

Leggo poi l’intervista su Gravel People di un artigiano toscano che conoscevo solo di nome e fama e quindi inizio a seguirlo anche sui social, lui è Eugenio Simoncini. L’approccio e il modo di porsi mi piace molto. Lui dice di essere in grado di costruire telai in acciaio, su misura, in modo artigianale con costi accessibili.

Seguendo Eugenio, la mia mente comincia a fantasticare. E se riuscissi a fare una bella gravel artigianale per me contenendo i costi tanto da poterla offrire anche ad altri?

La mia esperienza di negozio di biciclette e sui social, negli ultimi tempi, mi ha fatto capire tante cose. Le gravel belle ci sono, sia industriali che artigianali, ma costano parecchio, troppo.

La domanda di massa è sempre meno rivolta verso questi oggetti che restano relegati alle nicchie. Il pensiero classico: “o la Ferrari o nulla”, tipico del ciclista italiano non è più tale, soprattutto in ambito gravel che ha aperto un nuovo orizzonte, una modalità alternativa di usare e di fruire della bicicletta.

Vengono, sempre più, richieste gravel a prezzi accessibili. In questi ambiti, il mercato offre molto ma la quasi totalità dell’offerta è molto scadente. Vecchi telai ciclocross ribattezzati “gravel”, telai in alluminio scadente, montaggi indecorosi.

Mi pongo un obiettivo – faccio così anche quando pedalo, mi pongo obiettivi intermedi e uno finale. La mia nuova gravel, con telaio artigianale su misura nelle dimensioni e nella geometria, in acciaio dovrà poter essere offerta con un prezzo finale di 2000 euro. Impresa ardua per una bici di questa tipologia.

Alzo il telefono e chiamo Eugenio presentandogli il mio progetto. Eugenio accoglie con entusiasmo le mie considerazioni dicendo anche di essere in grado di aiutarmi.

Insieme vagliamo varie ipotesi per la costruzione del telaio fino a giungere al compromesso qualità – efficienza – costo che più ci piace.

Tubazioni Deda oversize unite da congiunzioni e forcella in acciaio, anch’essa, costruita artigianalmente, fatta a mano. Addirittura, con Eugenio, riusciamo a trovare una soluzione anche per un telaio più economico con tubazioni leggermente più pesanti.

Scelgo il telaio migliore per la mia bici, ma tengo in considerazione anche la seconda scelta in modo da essere in grado di offrire una gravel in acciaio artigianale entry level a prezzi veramente bassi.
Ordino il telaio a Eugenio, è fatta, ho deciso! Concordiamo il nome, la presenteremo come Breccia.

Il telaio

Inizio, a questo punto, a pensare al montaggio. Nella giungla della moltitudine di produttori e componenti, l’operazione è complicata. Applico la stessa tecnica usata per la scelta del telaio: ogni componente dovrà rappresentare il miglior compromesso fra qualità, efficienza e costo e soddisfare le mie specifiche esigenze.

Questo esclude i top di gamma, Breccia non potrà essere montata Force o Ultegra, ma esclude anche gli entry level. Non sarà nemmeno montata Claris o Sora.

Dopo alcune giornate, o meglio, nottate davanti ai cataloghi e siti internet dei vari produttori, giungo ad una soluzione di questo tipo.

 

componente

marca

Modello

comando sinistro Shimano 105 ST-5703 105 Triple Black 3v
comando destro Shimano 105 ST-5700 105 Black 10v
cambio posteriore Shimano Deore 9v Nero SGS RD-M592 MTB Shadow
cassetta pignoni Shimano 10v 11-36 CS-HG81 11-13-15-17-19-21-24-28-32-36
catena Shimano CN-M981 10-Velocità
guarnitura Shimano Tiagra 10-Velocità FC-4703 50/39/30D 172.5mm
deragliatore anteriore Shimano Tiagra Tripla FD-4703 31.8mm Fascetta
pinza freno anteriore Shimano Pinza Ant/Post Meccanica BR-CX77
pinza freno posteriore Shimano Pinza Ant/Post Meccanica BR-CX77
disco anteriore Shimano Rotore 160mm 6-fori SM-RT66
disco posteriore Shimano Rotore 160mm 6-fori SM-RT66
ruote Mavic CROSSRIDE FTS-X
manubrio Salsa woodchipper 420mm
attacco manubrio PRO LT 80mm / 31.8mm / ±6°
reggisella PRO LT 27.2mm / 400mm / 20mm Offset
gomma anteriore Vittoria terreno dry 700×38
gomma posteriore Vittoria terreno dry 700×38
camere aria Michelin Airstop
sella Fabric scoop black
movimento centrale Shimano Ultegra BSA 68mm SM-BBR60
serie sterzo Ritchey WCS 1-1/8
Nastro manubrio Nastro Sport Control EVA Nero

E’ un montaggio un po’ strano, me ne rendo conto. Sarebbe stato più semplice scegliere un gruppo e montare quello. Certo, sarebbe stato più semplice ma non avrebbe avuto il medesimo effetto, non avrebbe rispecchiato le mie reali esigenze.

Ho utilizzato le competenze che il mio mestiere m’impone di avere per scegliere la componentistica ideale per le mie esigenze. Dietro ad ogni componente c’è un ragionamento, nulla è scelto a caso.

Ho scelto le leve meccaniche Shimano 105. Funzionano sempre, non ho mai gestito un guasto, sono morbide e hanno un’ergonomia che mi è sempre piaciuta.
Ho scelto una trasmissione molto particolare. Strada con tripla all’anteriore e mountain bike 10 velocità (con deragliatore 9 velocità compatibile con il tiraggio 10 velocità delle leve strada) al posteriore.

Perché la tripla?

Diciamo subito che non mi piacciono le trasmissioni monocorona e soprattutto le cassette pignoni 10-42 (o addirittura 46) perché hanno troppi salti tra un pignone e l’altro. Spesso il rapporto che vorrei è quello che non c’è fra due attigui.

Mi piace usare cassette pignoni con rapporti ravvicinati, 11-36 è il massimo che digerisco. La doppia mi piace e la uso ma volevo qualcosa di più.

Voglio che breccia sia una “Bici totale”, per fare ogni cosa.

Intendo la bici totale con il più ampio range di rapporti possibile e allora perché non la tripla? Analizzando la rapportatura 30-39-50 mi sono immaginato di poter usare la corona centrale del 39 quasi come una monocorona.

La corona per fare quasi tutto va coadiuvata da una rapportatura posteriore senza salti, inimmaginabile nelle trasmissioni monocorona vere.

Per esigenze diverse come le lunghe salite o le rampe improvvise in fuoristarda o le lunghe discese o, ancora, quando si vuole spingere forte in pianura, ci sono sempre disponibili le corone del 30 e del 50.

Semplicemente, li ritengo meno delicati rispetto ai componenti strada. Sono solito macinare tanti chilometri e non tirarmi indietro davanti a nulla. Se nel mio giro, capitano tratti da mountain bike, li faccio e basta senza pensarci.

Una componentistica più robusta agli urti, studiata per funzionare bene anche in presenza di terra e fango mi lascia più tranquillo.

Una nota sui freni. All’interno del mio budget avrei potuto anche installare freni idraulici. Non l’ho fatto perché non ho trovato sul mercato alcun comando idraulico compatibile con la tripla. Ho preferito privilegiare la tripla in luogo dei freni idraulici. Ho scelto pinze meccaniche Shimano CX77.

Sono solito pensare che componenti poco conosciuti, sicuramente non di moda e, soprattutto, di cui nessuno parla sui forum e nei gruppi siano, talvolta, più validi di quelli blasonati e di moda.

Ho scelto le pinze meccaniche in quest’ottica, anche perché tutte quelle provate (quelle blasonate e di moda per intenderci) non mi hanno per nulla soddisfatto. Ho già provato la bici e il mio sospetto pare corrisponda al vero, ho avuto un’ottima impressione sui freni ma mi riservo un test più approfondito.

Ho scelto ruote da MTB. Il mercato sta proponendo sempre più ruote gravel, ce ne sono anche di molto belle, e costano parecchio. Un set di ruote gravel mi avrebbe fatto sforare ampiamente il budget così ho scelto le Mavic Crossride.

Sono ruote che conosco e che ho usato. Non brillano certamente per leggerezza ma possiedono una scorrevolezza invidiabile e sono molto robuste, indistruttibili direi. Sono assolutamente compatibili con il concetto di bici totale.

La scelta degli pneumatici è caduta sui Vittoria Terreno Dry. Sono abbastanza fuori dal mio standard che prevede di usare gomme completamente lisce. Le Vittoria hanno una leggera tassellatura laterale. Forse una bici totale, necessita di gomme di questa tipologia. Mi riservo di esprimere opinioni dopo un severo test.

Il resto della componentistica è abbastanza standard, compreso il manubrio woodchipper che, sempre più, sta diventando parte integrante di parecchie gravel.

Ho già provato la bici sulle strade e sentieri di casa e durante la LodiLeccoLodi gravel race. Scriverò le mie opinioni dettagliate in un successivo articolo, dopo un test più ampio e severo.

Non sono ancora bravo come tanti giornalisti di magazine che dopo un’ora passata su una bici danno un giudizio insindacabile corredato pure dalla tabellina dei voti.

La prima impressione è estremamente positiva.

Cercavo una bici totale, per ogni cosa, una gravel definitiva, per sempre e indistruttibile. La prima impressione è proprio in questo senso. La bici mi sembra molto comoda e veloce. Non si ferma davanti a nulla, è come me.

Sono molto soddisfatto del risultato raggiunto. Mi sono fatto una bella bici completamente personalizzata nelle misure del telaio, nelle sue geometrie e nel montaggio ad un prezzo ragionevole. Il mio progetto prevede di dare a chiunque questa possibilità.

Breccia è una valida alternativa al prodotto industriale preconfezionato e in taglia, con un rapporto qualità – prezzo nettamente favorevole.

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