Come affrontare una salita senza morire

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Una salita si affronta già al mattino: prima di salire in sella è importante infatti fare benzina in modo adeguato: una colazione striminzita non ci porta in cima a nessuna vetta. E’ importante quindi rifornirci, nelle giuste quantità, di zuccheri (che il corpo assimila velocemente) e carboidrati (che entreranno in gioco più tardi e ci daranno la spinta giusta per arrivare in vetta).
Il mio consiglio per una colazione da salita è un latte macchiato con i cereali e un buon panino con la marmellata.
Dopo aver fatto il pieno possiamo partire!
Ecco qualche dritta importante per affrontare il nostro percorso nel modo meno tragico possibile:

1) LA PEDALATA

Per usare le nostre energie al meglio l’ideale sarebbe rimanere costanti per tutta l’ascesa. È inutile partire con un rapportone per poi essere bolliti al terzo chilometro, così come è inutile iniziare frullando 110 pedalate al minuto per poi avere il fiatone.
La pedalata ideale per una salita è quella che ci permette di salire con un ritmo costante facendoci fare una fatica adeguata (in una scala di fatica percepita parliamo di un 6,5/10).

2) LE PAUSE

A volte, per quanto il nostro sforzo sia tenuto sotto controllo sin dall’inizio, ci sembra che le gambe non ce la facciano più e che una pausa sia l’unica alternativa possibile per non scoppiare. In questi casi un breve stop è sacrosanto. Facciamo solo attenzione a non fermarci troppo! Un muscolo freddo riparte molto peggio di uno ancora caldo…

3) BERE

La disidratazione è una delle cause principali dei crampi: cerchiamo di bere regolarmente prima di avere sete. Se il corpo ci comunica di essere assetato spesso siamo già in ritardo. Un piccolo sorso dalla borraccia ogni chilometro o ogni 10 minuti ci può risparmiare lo stretching in quel brutto tornante dove non vorremmo mai doverci fermare.

4) CONOSCERE IL PERCORSO

Una salita spesso sembra non finire mai, un po’ perché quei tornanti maledetti ci nascondono la cima, un po’ perché procediamo più lentamente del solito. In questi casi conoscere il percorso ci può dare un aiuto enorme perché ci permette di collocarci mentalmente a un certo punto della salita. Sapere che fra circa 300 metri la pendenza diventa più morbida o che tra solo 2 chilometri la salita finisce è un aiuto psicologico molto prezioso da non sottovalutare.

Ricordiamoci infine che, dopo il nostro giro, le farine 00 sono il nostro miglior alleato. Abbiamo bruciato tanto e ci meritiamo i nostri 200 grammi di pasta, una volta rientrati.

Vedrete che con questi consigli qualunque salita, dal passo dello Stelvio a quella del box di casa, sarà immediatamente meno minacciosa e – spero – un po’ più divertente.

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