Davide Verri: atletico gravel

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Il dibattito sul gravel spesso vede l’aspetto atletico come secondario, e noi siamo andati a cercare un gravellista che è anche un atleta.

Davide Verri 46 anni,  uomo da 7000 km all’anno, arriva, naturalmente in bicicletta.
Pedala una Slate a cui ha aggiunto le propaggini di plastica per poter pedalare (solo in città e per le commissioni) con le scarpe da ginnastica.

E’ il ciclista che ti aspetteresti, leggero, muscoloso, tutto nervi. Cede solo alla moda con un ciuffo di altri tempi e una barba molto curata.

Iniziamo la nostra chiacchierata a partire dalla sua storia ciclistica: Davide ha nel suo palmares il piazzamento al 213° posto assoluto nel percorso lungo della Maratona delle Dolomiti (mica pizza e fichi per intenderci)

Davide, che ciclista sei?

Pedalo da inizio anni 90, sia su strada che in MTB, adesso con la gravel ho l’anello di congiunzione.

Perché la Gravel?

Per andare in giro fun: non voglio più essere legato al tipico stereotipo ciclista, basta sfide, vado in giro, mi diverto, mi godo il panorama e sperimenti strade nuove.

In gravel non si guarda il tempo ma si fa il giro.

Rispetto alle altre bici la gravel cosa ha di bello?

Tutto: ti permette di andare dove vuoi, trovi una strada e ti butti, puoi fare percorsi mai visti. È concettualmente diverso. Con la BDC devi andare forte, la MTB ha i limiti sulle lunghe percorrenze, con questa hai un connubio perfetto.

Quest’anno in vacanza ero solo con la gravel e ho fatto tutto quello che volevo, un altro mondo.

Continuo a pedalare tutte e tre, più strada d’estate e MTB d’inverno; e con la Gravel faccio anche le commissioni.

Come ci sei arrivato?

Qualche anno fa guardando in rete, le ho trovate. Sono appassionato di bici, monto e smonto io. Mi interessava qualcosa di nuovo, di sfizioso. Mi è venuta la curiosità ed eccoci qui.

La cosa più bella che hai fatto con la gravel?

sono andato sul Monte Perone, all’Elba, vedevo scendere le MTB io stavo salendo.

Il tragitto più lungo?

circunnavigazione dell’Elba, per smaltire il panettone anello con Bereguardo Abbiategrasso, Darsena e rientro.

Rispetto alla bici da corsa che differenze ci sono?

È meno scorrevole, dato il tipo di coperture, è più pesante e la postura è più rilassata, dopo anni di BDC mi sono trovato più comodo nel pedalare, angolo più ampio e spingi meno, ma usando la parte bassa del manubrio recuperi la posizione.

La postura è identica, ma con le geometrie diverse, il dislivello sella manubrio è quasi azzerato.

A chi consigli il gravel?

A tutti, è la bici per cominciare, puoi fare quello che vuoi senza troppi stress.
Con le gomme generose è più confortevole. Lo strumento adatto per avvicinarsi al ciclismo.

I componenti da tenere d’occhio?

un buon gruppo e delle buone ruote, consiglio gommatura generosa.

Acciaio o alluminio?

Io pedalo alluminio, ma credo che l’acciaio sia un ottimo materiale.

Alluminio ti stanca nelle lunghe distanze, acciaio più confortevole. Per un uso “racing” alluminio eccellente se devi affrontare lunghi viaggi merita dare un’occhiata all’acciaio.

(Se vuoi fare il figo, ovviamente, vince su tutti il titanio.)

La gravel più bella del mondo?

La mia!

 

 

 

 

 

 

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