Dinoia: come scegliere le ruote gravel- primo set

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Torno a scrivere e questa volta parliamo di ruote: cosa dobbiamo considerare quando ci accingiamo ad acquistarle e cosa valutare.

Vi parlerò del set di ruote che ho recentemente assemblato.

Ho progettato ed assemblato questa coppia scegliendo ogni singolo componente fra quelli che offre il mercato e considerando l’utilizzo che devo farne, prevalentemente asfalto, strade bianche e sterrati semplici o battuti.

Ho anche tenuto conto del mio peso e che tipo di ruote volevo: che cioè fossero rigide e reattive, adatte ad uni da stradista amante del gravel classico e corsaiolo.

I cerchi che ho scelto per queste nuove ruote sono gli Easton R90 SL disc.

https://www.facebook.com/graveBL/?ref=br_rs

Altezza del cerchi: 27mm con canale interno da 19.5mm;

Esternamente il cerchio misura 24mm che significa pareti solide;

Il cerchio pesato è 450g disponibile in 28 o 32 fori (Io ho scelto 32 fori per renderle più robuste considerando il mio peso). Sono cerchi per utilizzo con camere o da assemblare in versione tubeless, si presentano con un’ottima finitura nera anodizzata piacevole al tatto e sembra molto resistente.

Stessa cosa dicasi per i vinili delle decalcomanie, molto sottili e con bellissima grafica: Easton è riuscita a fare un bel lavoro.

I raggi utilizzati sono i Sapim Laser abbinati a nipple Sapim Polyax in alluminio e washer per cerchi Sapim, montati sui bellissimi mozzi Industry Nine Road Torc disc.

Perché la scelta di questi mozzi?

Industry Nine è un marchio affermato da anni, producono mozzi meravigliosi che vengono offerti in diverse colorazioni:  io ho scelto la versione Mango, un bellissimo arancio che si abbina perfettamente al mio telaio.

L’anodizzazione è eccellente, molto ben fatta così come anche i loghi fatti al laser presenti su corpo mozzo e sulla ruota libera.

I mozzi Road Torc utilizzano sistema nella ruota libera con 60 punti di ingaggio e 3 denti di innesto, con angolo di 6° per rendere immediata la trasmissione di ingaggio nella pedalata e maggior scorrevolezza a differenza di mozzi con innesto a 4 o 6 denti di ingaggio.

I mozzi presentano un asse interno da 17mm così come il diametro dei cuscinetti che vengono protetti da protezione in teflon, ottima per evitare che si sporchino di fango e che penetri acqua, tanto che vengono consigliati per utilizzo di un’intera stagione da CX.

I pesi rilevati sono 120g per l’anteriore in configurazione 12×100;  attacco disco 6 bulloni e 247g per il posteriore 12×142 con corpetto Campagnolo.

Specifico che mi sono stati forniti con O-ring di riserva e 3 mollette di ricambio per i denti della ruota libera.

Per concludere la panoramica su questi mozzi, oltre i motivi tecnici elencati ed il fascino del marchio, aggiungo che essendo un amante dei mozzi “rumorosi” (che suonano quando non si pedala), li ho scelti anche per la loro voce.

Come di consueto e per una mia preferenza personale, ho montato queste ruote in versione tubeless come oramai faccio da un paio di anni.

A differenza del classico nastro ho deciso di utilizzare i flap tubeless dell’italianissima Star bianchi.

Ho provato molte soluzioni ma reputo questa la più semplice, efficace, pulita e duratura nel tempo. Il loro prodotto flap Pur Pop è creato nel loro laboratorio, dove per primi inventarono e registrarono il prodotto creato da una miscela di tecnopolimeri di loro invenzione.

Flap Starbianchi Pur Pop

Si tratta di un prodotto innovativo che alcune aziende cercano di replicare: molto resistente alle punture, fornito in diverse misure per adattarsi alle diverse specifiche dei cerchi e disponibile in diversi spessori da 0,3 fino a 5mm.

Ho utilizzato su queste ruote il nastro in misura 23mm adatto a cerchi con canale interno da 20mm con spessore di 0.5mm con peso rilevato di 45g per la coppia.

Il flap, oltre ad essere più resistente ad alte pressioni e di facile applicazione a differenza dei classici nastri adesivi tubeless, è riutilizzabile molte volte, e si può ripulire facilmente dai residui di lattice.

I copertoni che utilizzo su queste ruote e per l’utilizzo al quale sono dedicate sono i Panaracer GravelKing in versione classica da 38mm (reali 40mm).

Velocissime su asfalto e strade bianche, ottima tenuta di strada anche in condizioni difficoltose, hanno carcassa di 127TPI, sono le gomme che preferisco: rappresentano il giusto compromesso fra scorrevolezza, grip e resistenza alle forature, grazie al battistrada in gomma naturale zigrinato ai bordi e diamantato al centro. Hanno un peso imbattibile in queste misure, soli 320g per gomma tubeless, e il montaggio è semplicissimo.

Concludo la parte dedicata ai dettagli di queste ruote con le specifiche sui pesi, la coppia di ruote assemblate in questo modo e con questi componenti, pesa 1590g.

 

Info@ferrobiciclette.it

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Francesco Dinoia
Sono nato a Cerignola nel 1977, i miei studi si sono rivolti alla psicologia e sociologia, amante della musica e musicista nel tempo libero, grande passione per la fotografia analogica e stampa. Negli anni ho vissuto in varie città italiane, dal sud al nord, negli ultimi 10 anni ho vissuto in Slovacchia e Francia per poi fare ritorno in Italia e collaborare con Ferro biciclette come progettista di bici, meccanico e lavorazioni sui telai, per me il mondo della bici è una grande passione.

2 Commenti

  1. Ciao belle ruote ma mi domando come mai non hai scelto mozzi e raggi Straight Pull, sono ormai molti anni che giro gravel e i raggi li rompo sempre nel punto dove si piegano per entrare nel mozzo. Secondo me eliminare quella curva vuol dire eliminare il 99% delle rotture di raggi, c’è qualcosa che mi sfugge? Altra cosa per uso gravel preferisco i niples in ottone ho provato gli allu ma dopo un po’ non giravano più e ricentrare le ruote magari al volo in giro dopo la rottura di un raggio era un problema, con i classici ottone sono più tranquillo c’è qualche trick per evitare il problema? Scusa le domande ma devo rifare le ruote e mi sto documentando ciao.

    • Ciao Damiano, intanto grazie per aver apprezzato la mia scelta, adesso andiamo alle tue domande.
      Di ruote ne ho assemblate ed assemblo molte sia per me che per clienti, utilizzati diversi tipi di mozzi e cerchi, per i raggi resto sempre con i Sapim, che siano i Laser, i CX Ray o i D-Light in base alle necessità e progetto.
      Differenze fra straight pull e J bend per quello che ho potuto notare sono minime, ultimamente tendo a preferire i mozzi J bend fatti bene, con flange spesse, di diametro adatta all’utilizzo che se ne deve fare e leghe di alluminio molto solide. Riguardo le rotture dei raggi, fortunatamente a me fino ad oggi non è mai capitato, il problema che citi (rottura raggio in zona mozzo) dipende da vari fattori, qualità del mozzo, qualità della lavorazione dei fori sulla flangia, tipo di alluminio, quelli economici si rovinano proprio nel foro e poi segnano i raggi fino alla rottura, incroci o tensioni errate, ti riporto un link di Sapim.
      http://www.sapim.be/nl/where-and-when-does-a-spoke-break-nl
      Un piccolo consiglio, prima di inserire il raggio nella flangia mettici una goccia di olio sulla testa oppure rondelle specifiche per raggi e flange, eviterai attriti che possono portare a rotture, sempre considerando l’accoppiata mozzo e raggi alta qualità.
      Per utilizzo pesante o alte tensioni, preferisco mozzi a flange maggiorate, gran parte degli straight pull hanno flange insesistenti a differenza di alcuni mozzi Campagnolo-Fulcrum con raggi straight pull e flange oversize ma hanno innesto dei raggi proprietario quindi impossibile avere mozzi di questo tipo per assemblare ruote.

      Questione nipples, vero che quelli in ottone danno meno problemi ma preferisco quelli in alluminio per togliere peso periferico e se montati e curati nel tempo non danno nessun problema a patto di sostituirli con maggiore frequenza di quelli in ottone. Il problema che mi riporti è tipico di montaggio senza grasso fra raggio e nipples o in alternativa frenafiletti medio, io utilizzo quest’ultimo perchè oltre ad isolare le filettature fra nipple e raggio aiuta a mantenere più a lungo la giusta tensionatura.
      Se quando giravi i nipples i raggi non si tiravano più uno dei problemi può essere raggio troppo lungo.
      Se hai domande scrivimi anche tramite email.
      Buona giornata

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