Dietro il bancone: la gravel, una ragionevole ipotesi di sperimentazione

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Fabio Galli

Il mercato “bici”, oggi, come mai negli ultimi anni, è in rapida evoluzione. Ci sono componenti, materiali e tipologie di biciclette completamente nuovi.

Compito primario del meccanico e del negoziante in genere, è quello di restare sempre aggiornato, talvolta, anche di anticipare i tempi.

Il meccanico che viveva nella sua officina disordinata con attrezzi e ricambi sparsi ovunque e che risolveva ogni problema con lima e martello non esiste quasi più e, i pochi rimasti, sono destinati a lasciare il posto ad una tipologia diversa di meccanico. La meccanica ciclistica oggi è molto simile alla meccanica di precisione. Trasmissioni con 11 o 12 rapporti con catene, pignoni e corone sottilissimi, pignoni posteriori grandi quanto eliche di off-shore dal peso irrisorio, telai in carbonio ad alto modulo, sospensioni, freni a disco idraulici, ruote leggerissime e tubeless, reggisella telescopici, cambi elettronici e motori elettrici, ecc. fanno si che, il meccanico ciclista, debba intervenire e risolvere i problemi con un approccio molto diverso dal passato. Attrezzi speciali fra cui compaiono anche i software per intervenire sui componenti elettronici, conoscenza delle procedure e dei materiali e tanto lavoro di studio e apprendimento, del funzionamento dei componenti, della compatibilità fra loro e delle procedure di installazione, revisione e manutenzione, sono alla base della buona riuscita di ogni intervento su una bicicletta moderna.

Non solo. Arrivano continuamente nuove tipologie di biciclette e componenti. L’arrivo della Mountain Bike dagli Stati Uniti negli anni ’90 ha segnato il passo. Oggi ci troviamo di fronte ad un contesto molto simile con l’arrivo delle biciclette a pedalata assistita e delle gravel che, in pochissimo tempo, si sono affermate e hanno conquistato un posto importante nel mercato.

Il meccanico ciclista e il negoziante di bici dovrebbero accogliere con entusiasmo queste innovazioni. Rappresentano un’ottima opportunità di business. Business che deve, peraltro, essere raccolto con investimenti in formazione, sperimentazione, preparazione e volontà di essere il riferimento all’interno di determinati ambiti.

Sulla base di queste affermazioni, pur non tralasciando gli altri campi di applicazione, con molto entusiasmo, mi sono specializzato nell’ambito “gravel”.

Considero la bicicletta gravel una enorme innovazione, un modo diverso di usare e vivere la bicicletta. Più pacato, tranquillo, non competitivo fatto solo di gusto e piacere di pedalare, di visitare luoghi e di fare sport in modo sano.

Poter essere un riferimento in questo ambito mi piace. Mi piace pedalare la gravel quanto “metterci le mani”, conoscerla, saper consigliare soluzioni. Poche altre biciclette si prestano alla personalizzazione come le gravel, lavorare potendo consigliare le soluzioni più giuste e adatte alle esigenze, qualifica il mio lavoro e me lo fa amare sempre di più. Il lavoro sulla bicicletta gravel è, per certi versi, diverso e specifico. Non devo cercare semplicemente prestazioni e leggerezza ma anche efficacia e comodità, frutto, spesso, della ricerca del “compromesso” migliore.

 

 

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Fabio Galli
Sono il proprietario di un negozio di bici con un passato da manager di multinazionale, ne ho viste di tutti i colori. Oggi, ho la fortuna di fare un lavoro che mi permette, ogni giorno, di vivere le mie passioni. Lavoro a Monza e abito in Brianza. Uso la bici tutti i giorni e di tutti i tipi, la MTB, la strada, l’eroica e, da qualche anno, la gravel. Da quando utilizzo la gravel, non ho più limiti. Posso uscire la mattina alle 4 e tornare la mattina successiva alle 6 dopo 350 km.

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