Fiab Ferrara: il modello della Città della Bicicletta

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Parlare di cicloturismo per la provincia ferrarese significa toccare un tasto delicato ed importante. Questo territorio, per la maggior parte pianeggiante, è situato nella zona del delta del Po ed è un fiore all’occhiello per i cicloturisti che non sanno rinunciare alla bellezza culturale e naturale del nostro Paese.
I ragazzi della Fiab di Ferrara ci hanno raccontato come stanno andando le cose nella Città della Bicicletta.

Chi compone il team FIAB a Ferrara? Quando nasce?
Fiab Ferrara fa parte della Federazione Nazionale Amici della Bicicletta Onlus. A Ferrara Fiab nasce nei primi anni novanta, sulla spinta delle prime esperienze italiane sul tema della bicicletta, sia per mobilità urbana che per escursionismo.

Fiab Ferrara si compone di un’assemblea dei soci che nomina il direttivo, con compiti direzionali e di proposta. Il direttivo nomina al suo interno il presidente. L’attuale presidente è Stefano Diegoli. Da quest’anno abbiamo individuato tre aree tematiche:

  • mobilità urbana
  • escursionismo
  • ambiente.

Ogni area ha un gruppo di lavoro e un referente che risponde al presidente.

Come scegliete gli itinerari? Chi li disegna?

Ogni anno Fiab Ferrara propone ai soci un calendario di escursioni: gli itinerari nascono dalle proposte dei soci e dai percorsi individuati su riviste specializzate.

Il calendario viene presentato ufficialmente durante la cena sociale di fine anno e inviato tramite newsletter a tutti i soci. Le escursioni mediamente sono tra le 10 e le 15 per anno e si compongono di uscite giornaliere con percorsi di circa 40-80 km e ciclo-vacanze di più giorni in territori di interesse storico, paesaggistico e ambientale.

Nel periodo invernale, da novembre a marzo, proponiamo i ciclo-aperitivi: percorsi cittadini dove raccontiamo ai soci realtà ambientali e produttive del territorio ferrarese.

I calendari di escursioni e ciclo-aperitivi sono realizzati dal gruppo di lavoro Escursionismo, che sceglie le proposte più adatte e individua per ogni uscita un referente che ha il compito di definire i dettagli organizzativi da divulgare ai soci.
Il calendario, oltre che sui nostri profili social, è pubblicato anche sul sito nazionale di Fiab.

Quanti iscritti avete e che età hanno?
Negli ultimi anni, il numero dei soci di Fiab Ferrara è tornato ad avere buoni numeri, dopo il calo di cinque anni fa. Attualmente i soci sono 130. L’età è varia e, anche se la maggior parte dei soci appartiene ai cosiddetti senior, negli ultimi anni abbiamo avuto iscrizioni di giovani, sempre più attenti al tema della mobilità e attratti anche da quello splendido mezzo che è la bici. L’attuale presidente ha trent’anni.

Come sono i rapporti con il comune e la provincia?
La domanda richiederebbe un’intervista a parte per affrontare degnamente il tema, che sottende i temi della mobilità e della sicurezza urbana (in particolar modo di quelli che sono definiti utenti deboli).
In sintesi, da circa otto anni Fiab Ferrara mantiene rapporti costanti con il Comune, attraverso un tavolo tecnico che periodicamente si riunisce e che vede oltre a Fiab e Comune, la presenza di Ami – Agenzia per la mobilità – e della Polizia Municipale.

La cessazione delle funzioni delle province, e quindi anche della Provincia di Ferrara, ha chiuso un grande canale di collaborazione, che anni fa era particolarmente attivo con l’assessorato al Turismo. Sottolineiamo però la continua ricerca di collaborazione con altre associazioni di volontariato: collaborazioni efficaci sono quelle con Garden Club, Avis, Uisp, il Gruppo Archeologico Ferrarese e l’Istituto di Storia Contemporanea.

Secondo voi quali sono le peculiarità che rendono il ferrarese un territorio ideale per il cicloturismo?
Nel nostro territorio, fatto di Terre e Acqua, come recita un vecchio slogan, i percorsi cicloturistici di valore seguono le vie d’acqua di cui la nostra provincia è ricca.
Vie ciclabili e strade a bassa percorrenza sono presenti sugli argini del Po, del Reno, del Panaro e dei canali Volano e Primaro. Questa naturale rete viaria permette di realizzare percorsi di itinerari adatti a tutti i tipi di cicloturisti.

Quali sono i sogni nel cassetto per la vostra provincia?
I sogni spesso sono destinati a restare sogni.
Fiab Ferrara invece sta lavorando per realizzare nel nostro splendido territorio proposte concrete, che permettano di progettare belle escursioni in un territorio a misura di bici.

Ferrara è definita la “Città delle Biciclette”, ma abbiamo ancora tanta strada da percorrere perché diventi realmente anche la città dei ciclisti.

Per fare questo occorre pensare a politiche concrete, mirate a disincentivare l’uso delle automobili, e coinvolgere gli enti locali e le associazioni di categoria.
Se poi si vuole parlare di sogni, il territorio ferrarese è ricco di percorsi ciclistici. La nostra speranza è che un giorno diventi un punto nodale di passaggio per ciclovie nazionali e internazionali che attraversino l’Italia e l’Europa da ovest a est, come la Eurovelo 8 e la futuribile VenTo, e da nord a sud come la ciclovia Adriatica.

Concludendo,

le strade devono ritornare a essere modi di incontro e relazione fra le persone, cioè spazi condivisi.

 

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