La trasmissione

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La trasmissione è un elemento essenziale per poter godere in pieno della bicicletta gravel.

Non affronteró qui il tema della qualità, certo non dirò se è meglio Sram, Shimano o Campagnolo e non dirò nemmeno se è meglio il 105 o l’Ultegra. Mi soffermeró esclusivamente sulla scelta dei rapporti.

Avere i rapporti giusti e il rapporto che serve in ogni circostanza sono elementi che stanno alla base del piacere di pedalare. Possono fare la differenza fra il piacere e il solo sacrificio inutile.

Ognuno di noi è diverso, c’è chi pesa di più, chi meno, chi va in salita, chi solo in pianura, chi predilige la forza all’agilità, chi esattamente il contrario. Sgombriamo subito il campo da un retaggio del passato. Il “vergognarsi” di usare un rapporto troppo corto con gli amici e la paura di essere deriso è ad appannaggio esclusivo degli stradisti, magari un po’ anziani e ancora legati alla tradizione del “rapportone”. Sulla gravel tutto è consentito senza alcun timore. La gravel, nasce come evoluzione della bici da strada e, da essa, ne ha ereditato le trasmissioni. Una trasmissione da strada non è gravel. La gravel ha bisogno di rapporti specifici, dedicati, che stanno esattamente nel mezzo fra quelli da strada e quelli da mtb. Inizialmente nessun produttore produceva componentistica tipicamente gravel, sono arrivati prima i telai che i componenti. Ora il mercato della componentistica si sta muovendo. Sram ha in catalogo dei gruppi specifici destinati al gravel (force, rival e apex), shimano vive ancora della buona versatilità del gruppo 105 anche se sarebbe auspicabile un deciso passo in avanti, da Campagnolo si vede ancora poco, la loro scelta commerciale sarà, probabilmente, ancora legata ai gruppi da strada. Quali rapporti scegliere? Semplicemente quelli più “adatti” alle proprie esigenze fisiche, di allenamento e di percorso. La prima domanda che mi viene posta, di solito, è: “meglio monocorona o doppia”? La mia risposta non indica mai cosa è meglio in assoluto.

Il meglio è sempre e solo ciò che soddisfa le proprie esigenze e i propri bisogni.

Monocorona e doppia sono entrambe valide e hanno, entrambe, pregi e difetti. Il classico difetto di dover “deragliare” della doppia è compensato dal pregio di avere un ampio numero di rapporti disponibili e di estremi (lungo e corto), più facilmente raggiungibili. Il difetto di avere rapporti abbastanza distanti fra loro del monocorona è compensato dal pregio della facilità d’uso, del non dover “deragliare” e dell’essere più pronto ad affrontare cambi continui e repentini di pendenza, caratteristici soprattutto dei territori montani e collinari. Probabilmente chi frequenterà percorsi prevalentemente pianeggianti o lievemente collinari, preferirà la doppia per avere rapporti ravvicinati. Chi frequenterà percorsi montani in off-road, si troverà meglio con il monocorona. Ci sono poi esigenze specifiche. Chi per esempio ha poco allenamento e/o ha un peso considerevole potrà optare per una soluzione ibrida. Una doppia corona davanti e un pacco pignoni 10/11-42 tipico dei monocorona. In questo modo si doterà di rapporti molto leggeri che gli consentiranno di affrontare anche salite lunghe e percorsi con molto dislivello. Tutto è soggettivo e personale. Chi è in procinto di acquistare una nuova gravel o di personalizzare la propria dovrà valutare, in primis, i fattori sopra-descritti piuttosto che le mode (il monocorona viene spesso installato per moda) o il pensare che un gruppo sia più performante di un altro (meglio Sram che Shimano e viceversa). I gruppi, a livello di “funzionalità” si equivalgono, funzionano tutti bene, anche le basse gamme, i Tiagra, i Sora e gli Apex.

Consiglio sempre di non guardare i marchi, i pesi e le mode ma di decidere quali rapporti siano giusti per le proprie esigenze e, solo successivamente, scegliere il gruppo o l’insieme di componenti compatibili fra loro che meglio soddisfano tali esigenze.

Una volta valutato e individuato questo, e solo dopo, si può procedere alla scelta del brand e del modello anche in funzione del prezzo e del proprio budget. Le soluzioni “gravel”, a livello di trasmissione, sono già parecchie e i vari produttori lanciano nuovi prodotti continuamente.

Molto interessanti, in ambito gravel, sono le nuove guarniture con giro bulloni diverso da 110, tipico della guarnitura da strada, che consentono di montare corone più piccole della classica compatta 50-34.

Interessanti sono anche le nuove cassette pignoni definite “strada” che montano il rapporto 36 e i “pendini” che offrono un punto di attacco del deragliatore posteriore diverso in modo che esso riesca a fare deragliare la catena anche su pignoni molto grandi come il 40 o il 42. Cosa chiedere ai produttori che ancora manca? Se dovessi suggerire qualcosa ai vari produttori di componentistica, suggerirei la creazione di cassette pignoni diverse, di cassette “gravel”. Quasi tutte le cassette pignoni attuali hanno i rapporti più piccoli che in pochi usano. Io sono un esempio lampante, i miei primi due pignoni dell’11 e del 13 sono nuovi di zecca, non hanno mai visto la catena. In questo modo, una cassetta pignoni da 11 rapporti, si riduce ad averne 9. Perché non creare cassette pignoni specifiche gravel che partono dal 14 o 15 con una scala rapporti più ravvicinata? Tecnicamente sarebbe possibile con qualche accortezza in più sul “tappo” di chiusura che, sicuramente, gli ingegneri moderni saprebbero progettare facilmente.

 

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Fabio Galli
Sono il proprietario di un negozio di bici con un passato da manager di multinazionale, ne ho viste di tutti i colori. Oggi, ho la fortuna di fare un lavoro che mi permette, ogni giorno, di vivere le mie passioni. Lavoro a Monza e abito in Brianza. Uso la bici tutti i giorni e di tutti i tipi, la MTB, la strada, l’eroica e, da qualche anno, la gravel. Da quando utilizzo la gravel, non ho più limiti. Posso uscire la mattina alle 4 e tornare la mattina successiva alle 6 dopo 350 km.

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