Le cronache di Cirello: un siciliano in Inghilterra – Parte 1

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Racconto a tappe la mia avventura in terra inglese.
La decisione di andare in Inghilterra è nata un paio di giorni prima della partenza, messaggiando con mia cugina che vive a Oxford. Si è sposata da 4 anni e ha un bimbo di 3, che non ho mai conosciuto.
E’ un martedì di inizio luglio, quando le scrivo per chiederle se per domenica posso andare a trovarla. Lei, sorpresa, mi chiede se con cosi poco anticipo il biglietto aereo non costi una fortuna. Io le rispondo che la raggiungerò in bici partendo giovedì.
Lei mi prende per scemo, e mi chiede ironicamente di portare il pane.

 

GIORNO 1: ENGLAND, HERE I COME!

(no you are not)

  • Km: 20+65
  • 186 D+
  • Da Anversa a Calais
  • Treno e bici

La sveglia è alle 6 del mattino; il treno è alle 7:30 per De Panne: confine Franco-Belga sull’Atlantico. Il piano di oggi è pedalare sino a Calais e prendere il traghetto intorno le 15.00, per poi fare un paio di chilometri nella zona di Dover e trovare dove dormire.

Arrivato alla stazione controllo il treno: farà scalo a Gent, e poi diretto: 2 ore e mezza di tragitto. Vado alle macchinette e faccio i biglietti.
Dopo neanche 10 minuti mi accorgo di non avere la carta di identità italiana, ma solo la carta di residenza belga. Me ne frego: se non mi faranno imbarcare mi inventerò un giro in Francia (lì non fanno problemi).

Cambio treno, tutto ok, passa il controllore e mi chiede i biglietti, ma io non trovo quello della bici… Devo averlo lasciato sull’altro treno, cavolo!
Mi rassegno e gli dico che lo pago di nuovo. Mi rode perché su 5 euro di costo ne devo pagare 7 di supplemento per averlo fatto a bordo, ma vabeh…
Se non fosse che non trovo la carta bancomat. L’ho scordata nella macchinetta ad Anversa.

Chiarisco col capotreno, che mi fa scendere alla stazione successiva, in un paesino che in confronto Eboli è New York. Mi tocca pedalare sino a Gent e riprendere il treno. 20 km fatti a manetta!

Tornato in stazione scopro di non essere l’unico pirla a scordare la carta dentro la macchinetta: ce ne sono almeno una decina!

A questo punto mi fiondo a casa a prendere la carta di identità: salgo, mi fermo in bagno, scendo… E a momenti la scordo di nuovo!

Arrivo a De Panne che sono quasi le 16.00. Ormai ho rinunciato ad attraversare il canale e a dormire nella Terra della regina: dormirò a Calais e mi imbarcherò il mattino presto.
I 60 chilometri li ho già fatti nel 2015: non sono niente di speciale.

Arrivo a Calais per le 20.00, scelgo l’hotel, cerco un posto dove mangiare e via a letto.
Il viaggio non è iniziato nel migliore dei modi, ed io sono indietro di mezza giornata. Non è un grosso problema, dato che non ho pensato ad una data di rientro, ma voglio essere a Oxford domenica per pranzo. Sono 320 km da coprire in 2 giorni e mezzo… Un po’ tanti per me… Si vedrà.

GIORNO 2: ENGLAND, LET’S START!

(but where the hell is the gpx file?!)

  • Km: 113
  • 1015 D+
  • Da Dover A Rochester
  • Traghetto e bici

Mi imbarco che sono le 7.30 circa: l’arrivo è previsto per le 9. Nel momento in cui salgo sulla pedana ormai lo so: adesso si va di sicuro in Gran Bretagna!

Neanche 2 minuti dopo che mi sono accomodato sul ponte, il capitano annuncia un ritardo per errore di carico: devono risistemare i tir nel cargo.

S E R I O U S L Y????????????????

Non è ancora ufficialmente iniziato e sto già iniziando ad odiare sto viaggio. L’odio mi dura giusto il tempo di intravedere le scogliere bianche di Dover: poi la vista e la temperatura mite, che mi abbraccia, mi stampano un sorriso sulla faccia!
Sceso dal traghetto, mi avvio nella lunga gincana del percorso in bici per uscire dal porto.

Ad ogni incrocio guardo a destra, sinistra, su, giù e faccio una riverenza: si guida dall’altra parte qui!

Appena sono fuori, accendo il Garmin e cerco la traccia… Che non c’è: non si è caricata!

Si fa all’antica, cosa che non mi spaventa, ma che creerà ulteriori ritardi sul pranzo della domenica.
Per fortuna in Inghilterra c’è una rete ciclabile, e la route N°1 segue bene o male il mio percorso sino a Londra: due giorni risolti, il terzo arrivo da mia cugina e scarico la traccia dal server.

Parto. E neanche 3 chilometri dopo sto già deviando, perché c’è un cartello che indica la somma della scogliera. Spingerò di brutto per qualche centinaio di metri, ma la vista del porto a strapiombo merita.
Ok, adesso diretti verso Canterbury… Ma invece l’allungo di una decina di chilometri per passare da Sandwich e fare la costa.

Il percorso è bellissimo e alterna scenari da Toscana a borghi marinari. Fa un po’ caldino per i miei gusti, ma tragitto approvato!

Nei pressi di Canterbury trovo una locanda di lusso, con terrazza e vista sul canale, con tanto di barche ormeggiate all’ombra: decido di fare qui la mia sosta pranzo. Un boccone leggero e riparto.

Canterbury è molto affascinante, ma io ho poco tempo e, oltretutto, la bici non può entrare dentro la città fortificata. Peccato.
Continuo seguendo i cartelli che spesso non hanno senso logico, ma so che facendo sempre di testa mia non arriverei mai. Finisco il giro restando per lo più lungo la costa (solo dopo il rientro avrei scoperto di essermi perso il castello di Leeds. Non fate questo errore!).

Arrivo a Rochester poco prima delle 20. Mi perdo un pezzo di partita del Belgio, ma devo lavarmi prima di scendere a mangiare. Succede però che mi sono scordato che qui siamo un’ora indietro, quindi sono solo le 19. Doccia e poi cena davanti a megaschermo: sarebbe perfetto non fosse che alla spina hanno solo Peroni e Moretti… Ma perché?!

Concludo la mia serata scoprendo che l’albergo è situato in una zona piuttosto rumorosa e trafficata: dormirò di merda, penso.

TO BE CONTINUED…

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