Le cronache di Cirello: un siciliano in Inghilterra – Parte 2

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Le cronache di un siciliano alla corte di Re Artù continuano. Se vi siete persi la prima parte, tornate qui:

Le cronache di Cirello: un siciliano in Inghilterra – Parte 1

Altrimenti continuate il viaggio… 

GIORNO 3: LONDON’S BURNING

( it’s 34 degrees, shit!)

  • Km: 110
  • 793 D+
  • Da Rochester a Gerrard Cross
  • Oggetti Smarriti: il cappellino dei Ciaparatt 😞, telo mare supercompatto

Sveglia (si fa per dire) presto, colazione e via che non sono neanche le 9.30. Rochester ha un bel castello e una bella cattedrale, che visito sempre in movimento: una sessantina di chilometri mi separano da Londra ed io li vorrei fare spediti.
Il problema però è che la ciclabile è una cacca: per lo più corre lungo l’autostrada, dove si schiatta di caldo, e quando entra nelle città (bruttissime) non fa che attraversare la carreggiata ad ogni semaforo.
Come se non bastasse, arrivato al Tamigi, il percorso segue un single track in mezzo agli argini completamente abbandonato, dove i rovi di spine mi trafiggono che manco la Passione di Cristo!

Arrivo a Londra che sono le 16.00 e io sono innervosito e accaldato dai 35 gradi senza un filo d’aria.

Per quanto Londra possa essere bella, non è a dimensione di bici: devo stare attento ogni 3×2 per non finire sotto ad un’auto.

Sono bollito e decido solo di vedere di fretta i must, uno dei quali il Big Ben (che trovo irriconoscibile perché avvolto dalle impalcature per il restauro).
Decido che ne ho abbastanza e mi porto lungo il canale che conduce sino alla zona di Luton. Canale che mi ricorda molto il nostro Villoresi: bellissimo in principio, ma poi du palle! L’unica nota positiva: le boathouse e la gente particolare che le vive.

Il canale mi permette di fare 30 chilometri in un’ora e venti circa. Qui comincio a vedere l’Inghilterra che sono venuto a cercare: i paesini di campagna con le chiesette e il cimitero annesso, stile Dylan Dog.
Cerco una soluzione per la notte e l’unica che trovo è un B&B. Caruccio, per carità, ma 80 sterline senza colazione è un furto. Non c’è nulla per decine e decine di chilometri, quindi stringo le chiappe ed esco la carta. Per fortuna mangio di gusto. Sono a 80 chilometri circa da mia cugina: ce la faccio alle grande con i tempi.

GIORNO 4: ENGLAND, FINALLY

( actually semifinal-ly….😅)

  • Km:73
  • 520 D+
  • Da Gerrard Cross a Oxford

Il terzo giorno comincia benissimo, con temperature meno africane, tanta campagna e percorsi che si tuffano nei vari paesini. E’ un susseguirsi di distese di campi di grano enormi e piccoli centri urbani.

Dato che sto rispettando bene i tempi, comincio a viaggiare alla mia maniera: se c’è un sentiero che mi ispira, mi infilo. Mi godo il tragitto e arrivo ad Oxford prima delle 13.00.
Compro il famoso pane e vado a casa di mia cugina, che vive in una tipica casa inglese con giardino. Guido, il marito, mi mette subito una birra in mano: mi piace assai. Mi dicono di restare da loro anche l’indomani per un barbeque, ed io non ho fretta: mi prendo un giorno di pausa.

GIORNO 5: CHILLING IN OXFORD

(rest day)

  • Km: 20
  • 80 D+
  • A zonzo per Oxford

Dopo un ritmo quasi militare, decido di passare la giornata a cazzeggiare a casa e di andare in città per le 16. Non è una giornata particolarmente soleggiata, ma il clima è talmente umido che mi porta quasi a disertare i miei piani.
Per fortuna sono rimasto in linea con il programma: Oxford è tra le città più belle che abbia mai visitato!

Resto a girare per ore, per poi rientrare per il barbeque. Mood della giornata: mangiare e bere come se non ci fosse un domani.
Prima di andare a letto chiedo un computer per scaricare la famosa traccia dimenticata all’inizio del viaggio. All’ultimo però decido di disegnarla ex novo, con i consigli di mia cugina e di suo marito.

GIORNO 6: ENGLAND IS NOT FLAT

(is getting cooler)

  • Km 120
  • 1020 D+
  • Da Oxford a Dunford
  • Oggetti smarriti: un guanto bici

Lascio casa di mia cugina e, dato che ci sono, lascio pure un guanto.
Conoscendomi però, me ne sono portati dietro 4: 3 corti e 1 lungo.
Riattraverso Oxford e seguo la traccia che ho disegnato: finalmente posso andare senza indugi. Come al solito il mio intuito non si sbaglia e disegno un percorso mozzafiato.

Il tragitto si snoda tra canali, campi sterminati, salite toste ma belle e tante chiesette con cimiteri annessi. Trovo il panorama meraviglioso e spesso mi soffermo per bere e rilassarmi.

Ho già prenotato il B&B: l’unico di tutto il viaggio a 50 sterline con colazione. Il mio scopo è arrivare prima delle 19.00: c’è la semifinale Belgio-Francia!
Ricevo una mail dal posto che mi chiede a che ora penso di arrivare: capisco subito che è a conduzione familiare, così rispondo che arriverò sicuramente prima dell’inizio del match!

Arrivo in zona che sono passate da poco le 17.00 (il potere di seguire una traccia GPS) ma sono in apertissima campagna.
La signorina di Google dice che sono arrivato, ma io vedo una normale casa di campagna con fattoria minimal… Il numero telefonico di riferimento non funziona, così decido di suonare. Esce un tipo sul metro e sessanta che parla un inglese storpiato, con un bicchiere di vino in mano ed un grembiule. Non posso non ridere!

La casa è vecchiotta ma accogliente… Se sei meno di un metro e sessanta!

Decido di testare i tetti per 4 o 5 volte durante il tour ed il tipo ride come un matto!

Chiedo della partita, ma lui in realtà non ha una sala TV (più tardi avrei scoperto che non ha neanche la birra!)
Qui entra in gioco la mia esperienza lavorativa in posti simili: scannerizzo il posto e vedo un capannone di fronte ad un giardino. Chiedo cosa ci sia dentro. Mi risponde che è il vecchio fienile, che ha trasformato in un appartamento per famiglie, e scopro che è sfitto: 5 minuti dopo io ed il figlio teenager stiamo montando il televisore fuori dalla finestra, mentre il proprietario porta un tavolo e delle sedie.

Serata con cena e partita all’aperto per tutti gli invitati!
(Peccato il Belgio abbia perso).

TO BE CONTINUED…

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