LodiLeccoLodi 2018: il racconto finale

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Un'immagine della muzza tra Cassano e Lodi. Fonte: http://www.lombardia.movimentolento.it/

Damiano Cremonesi, creatore dell’evento, commenta con entusiasmo l’edizione di quest’anno:

Sempre bella, sempre lunga e c’è sempre un sacco di bella gente!

Vedere partire tutti e aspettare che comincino ad arrivare mette un’ansia crescente, speri che tutto vada bene, che la traccia GPS funzioni, che non si facciano (troppo) male; purtroppo qualcuno si fa male sempre.

Nella foto di Mario Passolunghi, il team di ciclisti giunti da Codogno

Ma la bici è così, da sola non sta in piedi. Poi finalmente cominciano ad arrivare, di solito prima qualcuno che ha avuto problemi ed è stato costretto a rientrare prima del tempo, però sorridono e se sorridono anche quelli che non hanno potuto finirla, vuol dire che probabilmente andrà bene anche questa volta.

E poi arrivano per davvero, ed è un’onda che diventa via via sempre più grossa, arrivano stanchi, sporchi e puzzolenti ma sorridono, ti ringraziano mentre gli stringi la mano, sono sfattissimi e contentissimi e lì sai con certezza che anche questa volta è andata bene.

Mi piacerebbe riuscire a stringere la mano a tutti uno ad uno, mi piacerebbe parlare con tutti ma ormai sono tantissimi e si fa quel che si può.

E così, oltre al racconto di Davidao Asadero, vi proponiamo anche quello di Andrea Piccione: partenza e arrivo diversi, e uno smagliacatena in comune…

La sveglia suona alle 5:30.

Giusto il tempo di maledire la passione per le biciclette, portare fuori il cane e mangiare una manciata di noci.

L’acido lattico della Martesana Van Vlaanderen e della Crit del Lambro è ancora in circolo… Quasi piacevole, ci fai l’abitudine.

Carico la bici e parto per Lodi, dopo l’immancabile pausa all’autogrill per la colazione dei campioni: cappuccio e brioche.

Il capanello è ben stretto al manubrio con una fascetta, la traccia gpx è caricata: ho tutto quel che serve per la LLL.

Finora son solo ma aspetto la squadra: gente tosta, determinata, precisa, rigorosa. Nessuno spazio all’improvvisazione.

Arrivo alle 7:20 carico per partire e la mia squadra mi comunica un lieve ritardo: ok, succede… Niente di male.

Si fanno vivi alle 8:25 con catena da accorciare, guarnitura da stringere, ruote sgonfie e con una banana attaccata al tubo orizzontale con del nastro isolante: le premesse per una LLL epica ci sono tutte.

La squadra è dotata dei seguenti mezzi in ordine sparso: una CXSS, una MTB SS con un rapporto da spianare Sormano come fosse la circonvalla di Milano, 2 fisse (una convertita), una gravel e una boh.

Si parte convinti, quasi per ultimi: le previsioni ed i calcoli fatti a 25 di media ci danno un arrivo intorno alle 15:30. Pronostico più sbagliato dell’esito delle presidenziali USA.

La media si attesta subito su un 18 km/h basso per i primi brillanti chilometri.

All’altezza della Centrale Elettrica Taccani, incontriamo la prima faccia nota in rientro: cambio spaccato. Salto i dettagli ma l’incontro mi costerà uno smagliacatena che non recupererò.

“Si continua nutrendosi con equilibrio: datteri, miele e tante, tantissime banane”.

Superiamo turisti con bici pieghevoli (che ci ripassano più avanti), gestiamo sapientemente la traccia fino a Lecco.

Carichi mentalmente per il giro di boa effettuato, ci fermiamo per una piadina che abbassa ulteriormente la media, neghiamo l’esistenza del Molise alla locandiera in una discussione di cui non ricordo il senso e ripartiamo confidenti nella pendenza favorevole che incontreremo nei prossimi 80 km.

Le cose filano lisce fino alla Gelateria artigianale di Cassano d’Adda (La Volta) che fa il gelato migliore del mondo, forse perché lo mangio sempre con 120 km sulle spalle. (Ma è buono vero!)

Ormai manca solo la Muzza: uno scherzo…

Si va in scioltezza, saltellando e pedalando leggeri finché un tonfo… Un rumore sordo e… SPLASH! Uno di noi nella Muzza.

Un’immagine della Muzza tra Cassano e Lodi. Fonte: http://www.lombardia.movimentolento.it

Fermi tutti: la bici? Come sta? Tutto ok. Bene.

Solo un ginocchio distrutto: niente che un po’ di adrenalina, la sana ignoranza (e un’ambulanza che provvidenzialmente si trovava in servizio a qualche chilometro) non possano curare.

Alla fine la chiudiamo. Sono le 19:30. 4 ore scarse di ritardo sulle previsioni…Neanche malaccio.

 

Mi dimentico di recuperare il mio smagliacatena ma sono felice.

Felice di aver pedalato per 11 ore con amici, di aver vissuto un’avventura, di aver incontrato tanta gente che vedi e rivedi in questa parte di ciclismo sano, genuino, spontaneo e un po´ ignorante che ci piace tanto.

Il giorno dopo la Roubaix… Quasi come la nostra LLL.

Un immagine di Mario Passolunghi e dei Lupi Grigi di Codogno

Arrivederci all’anno prossimo, come sempre il sabato prima della Roubaix!

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