Peppino Cirello, ciclista nonostante tutto

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Peppino Cirello, 37 anni, sono siciliano, venuto in vacanza in Belgio, con il biglietto di ritorno, ma mai tornato.
Parlaci di te
Faccio il cameriere e faccio il ciclista nonostante tutto.
Non vengo da nessun contesto ciclistico, prima di venire in Belgio mai pedalato in vita mia. Vivo nel centro di Anversa, qui il mezzo di elezione è la bici. Presi uno scassone e cominciò a definirsi il mio modo di pedalare.

Ho fatto il primo trasloco con la mia bici. Una pesantissima dutch bike
Da allora pedalo.

Come si pedala in Belgio?
Qui esiste una mappa reticolare dei percorsi ciclabili. E ho cominciato ad appassionarmi. Ho cominciato a capire il bello del pedalare fuori da qualsiasi contesto sportivo.
La prima bici “seria” arrivò con una ragazza. Dopo una convivenza ci lasciammo in malo modo, decisi di ricordare il giorno della fine della storia andai a comprarmi una bici.
Photocredit Peppino Cirello
Raccontaci la tua impresa
Quell’estate senza nessuna conoscenza la caricai con borse e tenda, mi feci il giro dell’Olanda.
Non sapevo nulla, nemmeno mettere la toppa alla camera d’aria.
Cominciai a capire che “mio malgrado” ero ciclista. Lo dico mio malgrado perché il ciclista medio finisce per ghettizzarsi. I ciclisti sono un po’ una setta.

Per me la bici è un mezzo. C’è la sfida a livello fisico perché vai fin dove ti portano le gambe, ma del mezzo mi importa poco. Meno che mai del peso.

Quindi pedalare per te è viaggiare
Mi sono appassionato di viaggi perché non riesco a fare lo stesso percorso.
Cominciai ad attrezzarmi con i treni, con percorsi anche lunghi per raggiungere posti nuovi. Lo spostamento, talvolta è maggiore della pedalata. Ma non mi importa.
Il punto è il viaggio. Sono figlio di camperista, ho ereditato la voglia di viaggiare.
Io volevo una bici da viaggio, non una gravel; poi un amico ciclista voleva spingermi verso la bici da corsa, faceva una riflessione sensata: con il mio lavoro potevo viaggiare solo poco, tutto sommato meglio una bici diversa. Allora cercai di ragionare sul compromesso.
All’inizio ero orientato su una Fargo, poi provai la Kona, me ne innamorai.
Io ho la fortuna di non vivere il ciclismo fine a sè stesso. La bici è un mezzo per godere il mondo.
E la gravel?
La gravel mi servirebbe poco, però porto sempre gomme tassellate e la dinamo, perché io vado dove voglio. E quando vado non mi fermo davanti a nulla. Dove passo io deve passare la bici, e più di una volta la bici me la sono letteralmente tirata dietro.
Come ti definiresti
ciclista nonostante tutto. Perché sono ciclista fuori dagli schemi. Innamorato del mezzo migliore per viaggiare: la bici.
Tu viaggi estate inverno in situazioni anche un po’ estreme, dacci un consiglio
D’inverno il perno su cui ruota tutto è la voglia, anche se il tempo fa schifo ci vai lo stesso.
Nel 2015 ho cominciato a viaggiare seriamente, chiusi l’anno con 3200 km, il 2016 mi dovetti fermare, ho due dischi vertebrali degenerati. Dopo mesi di terapia, all’ennesima risonanza il dottore mi disse di scendere dalla bici.
Dopo un periodo di apatia totale, lo scorso Natale ho deciso di riprendere la bici. Faceva male, ma arrivai a destinazione. E da allora non il dolore non è scomparso, ma me lo tengo e pedalo. La voglia ti fa fare le cose.

Pedalare rende bella la mia vita.

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