Willy Mulonia: La mia Eroica (Hispania)

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Willy Mulonia vive in Spagna ormai da sedici anni, e da circa altrettanti seguiva le edizioni dell’Eroica. Finchè un giorno ha iniziato a immaginare come sarebbe stato esportare la manifestazione cicloturistica per antonomasia in suolo spagnolo.

Abbiamo avuto l’occasione di parlarci, e farci raccontare come viene vissuta all’estero. Ci è rimasto questo: che a non rimanere fermi, e inseguendo ciò che appassiona, si arriva sempre lontano…

Partiamo dalla storia: come nasce la versione spagnola dell’Eroica, e oggi chi la organizza?

É abbastanza consequenziale: Io italiano, amante del ciclismo, tifoso sfegatato di Mr. Brocci, ideatore dell’Eroica, e della sua visione (il jingle: “finché c’è Brocci c’è speranza” la dice lunga. E lui sa perfettamente il significato) e come se non bastasse, residente in Spagna ormai da un po’di anni.

Erano circa tre anni che se ne parlava e finalmente lo portai nella Rioja, 300 km a nord di Madrid. Mi fece conoscere La Rioja, Carlos Coloma (bronzo MTB Olimpiadi di Rio) al quale mi unisce un rapporto di amicizia ed affetto reciproci. La Rioja sta alla Spagna come il Chianti sta per l’Italia, e il Giancarlo se ne innamoró subito. Era novembre 2014. Sette mesi dopo nasceva la prima edizione di Eroica Hispania.

Il prossimo 2-3 giugno celebreremo la 4ª edizione. La gestione di EH é capitanata da Edouard Legendre, il mio socio, ed io piú un equipe altri 8 professionisti.

Un grande nome come Eroica merita essere gestito ed organizzato estremamente bene e circordarsi con i migliori aiuta molto.

Quanto tempo richiede l’organizzazione dell’evento?

Mia madre sempre mi diceva: “ci sono due modi di fare le cose: bene o male”. Ecco, per fare le cose bene servono 18 mesi l’anno. A volte anche di piú.

Una foto dalla scorsa edizione. Fotografo: Paolo Martelli

Qual è il momento più bello dell’Eroica per voi che la organizzate, e quale quello peggiore?

Il momento piú bello sarà quando vedremo il dorsale nº 1000 entrare in piazza di Cenicero con il sorriso che va da orecchia a orecchia. Li aspettiamo tutti, uno ad uno, dal primo all’ultimo.

Il momento piú brutto? Sará non vedere entrare in meta il dorsale nº 1. Se né andato in fuga lo scorso agosto e, per ora, non lo riprenderemo piú.

Luciano Berruti, “il n°1 che è andato in fuga”

Seguite edizioni straniere? Qual è l’aspetto che secondo voi rende unica la versione spagnola dell’Eroica?

A rotazione io cerco essere presente e conoscere tutte le altre edizioni: Gaiole, Britannia, Limburg, California. Spero il prossimo anno poter andare in Sud Africa prima ed in Giappone poi. Mi piacciono tutte. Da tutte prendo spunto ed imparo ma non é un copia-incolla. Ogni edizione mantiene la sua propria idiosincrasia culturale sia in ambito sociale che ciclistico.

E a detta sia di Giancarlo Brocci che di Luciano Berruti (D.E.P.) Eroica Hispania mantiene una autenticitá ed una genuinitá degli albori dell’Eroica stessa.

Senza dimenticare due cose importanti: i percorsi di Eroica Hispania sono realmente duri e in Spagna…hay fiestaaaaaaa!

Da che Paesi arrivano i ciclisti non spagnoli?

Arrivano un po da tutto il Mondo. Circa il 45% sono stranieri. Una percentuale davvero alta. La Gran Bretagna é il Paese con piú rappresentanza seguito a ruota dall’Italia. Nuova Zelanda il punto ad est piu lontano essendo Chile quello piú ad ovest.

Una foto delle edizioni precedenti. Ph: Paolo Martelli

Quali sono i progetti futuri?

Pedalare al BAM il prossimo 18-20 Maggio 😉 E poi in Agosto Mongolia, in Settembre da Roma a Firenze in MTB, Ottobre in BikePacking nel Deserto di Atacama (Chile), Dicembre ultimo dell’anno in Patagonia ed in Oman… continuo? 😉

Ilaria Arghenini

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