Coglia! Coglia! Coglia! 2019, Edizione Zero. Tutto sbagliato, tutto da rifare

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Ore, giorni e, mesi a disegnare un percorso, a rifinirne i passaggi col gruppo de La Popolare Ciclistica e a provare nelle peggiori condizioni, dal ghiaccio al fango. Misurazioni di medie di percorrenza in ogni situazione e con ogni mezzo. Abbiamo anche fatto uscire l’evento un mese prima e niente più e invece…

Tutto vanificato: adesione entusiastica e immediata: ci saranno state circa 150 persone (contando il materiale che è andato via). Una giornata primaverile, a livello che qualcuno ha finito la corsa con i pantaloncini corti. Entusiasmo alle stelle. Gente che è arrivata a dire:

“Il percorso Gravel perfetto, c’era tutto: velocità, lentezza, tecnica, scenari, natura e cultura (nel senso di qualche castellaccio qui e là), chi voleva menare ha menato, chi l’ha voluta fare con calma ci è riuscito senza problemi.”

C’era pure il posto bello, il ciclocaffè Bike Fellas col ricovero bici per farsi lo zuppa party in tranquillità… C’era anche il bombardino alla mattina. Sì, è vero, la bocciofila siamo riusciti a tenerla chiusa per il passaggio dei primi del corto, ma poi ha aperto, mannaggia. Qualcuno si è spaventato per alcuni passaggi lievemente rischiosi, ma pochi. Insomma, è filato tutto benissimo. Eppure noi volevamo fango, gente disperata, nutrie assassine che aggredivano i nostri partecipanti, gente che volava nel fiume seguendo la traccia, gente dispersa e smarrita. Siamo o no La Popolare Ciclistica? E invece niente. Tutto ok.

Dato il secco e il sole di questi giorni, le Gravel filavano che era una meraviglia, medie orarie di 3-4 km/h, superiori alle prove. Tutti i pantani che ci eravamo studiati, quelli che ti bloccano letteralmente la ruota e devi scendere smoccolando… niente, ci sono passati su così, come se fosse una passeggiata. L’anno prossimo andiamo a bagnarli la sera prima.

“Non conoscevo questi posti, ma che belli!…” commento frequente. Eppure un po’ di miasmi c’erano, qualche rifiuto tossico qui e là lo avranno pur notato! Niente. È stato gradito anche il bar Carlo di Crema, che è stato pure gentile e attento. Ci ha riservato pure una saletta, invece di trattar male i ciclisti come fanno tutte le brave persone.

Ma sapete cos’è peggio? Pur avendo avuto un’ottima partecipazione, rispetto agli obiettivi prefissati, molti sono stati a casa con l’influenza. Ecco, in questi giorni stanno facendo il percorso in autonomia e ci ringraziano mandando foto, altri ci scrivono per poter avere la traccia…

E adesso? Tocca farla un’altra volta. Inventandosi un giro simile ma diverso.

E ci tocca pure ringraziare tutti, addirittura il meteo che ci ha regalato una giornata da paura. Abbiamo provato a buttarla sulla siccità, a colpevolizzare la gente, ma non ci hanno preso sul serio. Hanno addirittura pensato che fosse un dono divino!

E niente, tocca farsene una ragione:

“Tutto sbagliato, tutto da rifare” (Gino Bartali)

Davidao

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